POLUNIN FRA BIGLIETTI SVENDUTI E NOTIZIE TACIUTE. Comunicato N.3

POLUNIN FRA BIGLIETTI SVENDUTI E NOTIZIE TACIUTE.
Manifesti ad ogni fermata di autobus, pubblicità sugli stessi, cartelloni in piazza Bra e non solo, pagine pubblicate sul magazine delle Ferrovie, RTL come radio patner, articoli sui giornali e ancora cospicui sconti sui biglietti, con prezzi dimezzati su Groupon o shop.today.it. Gli organizzatori non hanno risparmiato nulla per pubblicizzare lo spettacolo del ballerino sessista e omofobo Sergei Polunin in Arena, in programma lunedì 26 agosto.
Sembrano dimenticare solo una cosa: il movimento di dissenso che è scaturito da questo evento. Per l'occasione è stata lanciata una campagna di boicottaggio e una manifestazione che si terrà in piazza Bra il 26 agosto stesso, ma nulla di questo è apparso sulle pagine dei giornali locali. Soltanto durante un'ampia intervista su L'Arena è stato chiesto al sindaco di Verona un'opinione sulle proteste. Ma alla domanda Sboarina ha risposto con delle infelicissime e gravissime affermazioni, provando a spostare l'attenzione da questi fatti, insinuando delle false implicazioni del Circolo Pink nei fatti di Bibbiano, affermazioni che sono già al vaglio dei nostri legali. A queste abbiamo dato una risposta pubblica, ma non risulta nessun riferimento sulle pagine dei giornali cartacei e on-line veronesi e lo stesso giornale L'Arena non ha approfondito l'argomento durante l'intervista.
Un silenzio strano, e grave, che mette in luce la tela di interessi che si cela sotto questo evento, ma che indica anche un segno di debolezza. L’impressione è che non siano stati venduti cosi tanti biglietti, e allora via con gli sconti, i super sconti e la pubblicità massiccia, perché certo non possono permettersi un mezzo fiasco o un’Arena riempita solo a metà se vogliono replicare negli anni a venire il format, come affermato da Gianmarco Mazzi, amministratore di Arena di Verona srl.
Tre anni fa, i lavoratori della Fondazione Arena fecero un presidio sotto la sede del giornale L'Arena, contro la parzialità dell'informazione giornalistica. Oggi, come ieri, gli interessi in gioco sono troppi: un format nuovo con cui accelerare finalmente la privatizzazione della Fondazione Arena e uno spettacolo coi riflettori puntati a livello internazionale. E allora bisogna tacere, nascondere le proteste di chi crede che la Fondazione Arena debba tornare ad avere un corpo di ballo stabile, e che debba rimanere patrimonio pubblico; nascondere le proteste di chi non accetta che la nostra città continui a glorificare omofobi e sessisti, in sfregio a migliaia di cittadini e cittadine veronesi.
Il 26 noi non staremo zitti, saremo in piazza a gridare le nostre ragioni.
Potere al Popolo Verona - Circolo Pink Verona -
Comitato Verona Pride - Pianeta Milk Arcigay Verona.

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